Rimini story

Fin dal periodo paleolitico si hanno tracce dell’uomo nella zona collinare di Rimini. La storia ha poi portato la città a divenire una colonia romana. Una delle prime zone abitate, probabilmente dagli etruscgi è stata Verucchio. Con la disfatta dell’Impero Romano, pare che anche l’inasione dei barbari abbia toccato Rimini e non è strano, visto che Teodorico, re degli ostrogoti si stabilì a Ravenna. Ma furono i Romani a dare a Rimini il nome che ha, battezzandola Ariminium e siamo nel 268 a.C.
I romani fecero partire da Ariminium due strade importanti per l’impero, la via Flaminia (nel 220 a.C. strada che collegava e collega ancora oggi, Rimini e Roma) e la via Emilia ( nel 187 a.C. strada che collegava e collega ancora oggi, Rimini con Piacenza). L’importanza strategica avuta da rimini è dovuta alla sua posizione marittima, permetteva scambio commerciale via marittima. A Rimini e precisamente sul Rubicone, dopo aver tracciato il territorio urbano di Roma, Giulio Cesare disse ” alea iacta est” rivolgendosi alle legioni romane in un discorso. Rimini però, conobbe il suo splendore con Augusto, ancora oggi opere costruite allora resistono intatte, basti pensare al ponte di Tiberio, detto anche ponte del diavolo (sotto il ponte ci sono due buchi e la leggenda li attribuisce a una cornata data da Lucifero), o all’Arco di Augusto, all’Anfiteatro. Siciuramente l’opera migliore del periodo governato da Augusto, fù il porto, che avrebbe dovuto essere dove oggi c’è la stazione, gli esperti ne sono certi, visto che son state ritrovate lastre di pietra d’Istria come quella usata per costruire l’Arco. Tutto ciò è raccontato, con la mostra di testi e reperti nel Museo della città di Rimini, nelle sale dedicate all’archeologia.

Nei pressi del museo è in mostra da due anni la Domus del Chirurgo, casa quasi intatta nei mosaici e negli attrezzi chirirgici ritrovati. Rimini nel 359 è stata anche sede di un Concilio papale. Rimini è stata testimone di molte battaglie e del susseguire di molte civiltà: la guerra tra greci e goti porto il quasi sterminio della popolazione; altra guerra tra goti e bizantini che porto al danneggiamento del ponte di Tiberio. Furono i bizantini a portare di nuovo Rimini allo splendore, per poi restare dopo quasi abbandonata a se stessa. Nel XII secolo Rimini divenne Comune, e con l’avanzare del forte potere della chiesa, cominciò a Rimini la costruzione di edifici dedicati al clero e chiese. Fù questo il motivo che vide Rimini essere ospite di illustri artisti del tempo; Giotto, Brunelleschi, Della Francesca passarono da Rimini per ornare le chiese. Costruiti in pieno medioevo anche edifici civili, e lo si può vedere ancora oggi nella centrale Piazza Cavour : Palazzo dell’Arengo (sede odierna del Municipio) e Palazzo Podestà. Anche il medio evo ha visto Rimini sede di conflitti, basta pensare ai dissapori tra i Patarini (abitanti del rione Pataro, appena fuori dalle mura della città) che furono bollati dalla chiesa come eretici. Successivamente Rimini si schierò con i Ghibellini ma per poco, infatti grazie alla presenta dei Signori Malatesta che fecero di Rimini la loro città, divenne guelfa. Il primo dei Malatesta che abitò a Rimini è anche citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, era il Mastin Vecchio. Grazie ai Malatesta, Rimini diventa Signoria nel 1259.
L’impronta Malatestiana è presente ovunque, nei paesi in collina ( San Leo con la sua splendida rocca, Verucchio, Gradara e altri) ma sicuramente il simbolo è Castel Sismondo voluta da Sigismondo Malatesta nel 1437, una vera e propria reggia, costruita nel centro di Rimini, adornata da pittori come Piero della Francesca, e scultori come Agostino di Duccio. Sigismondo Malatesta volle anche la costruzione del Tempio Malatestiano, un opera interamente realizzata in marmo che avrebbe dovuto essere la tomba dello stesso sismondo e della sua compagna, progetto che Sigismondo non vide mai compiuto. In questo periodo prende a vivere a Rimini una folta comunità ebraica, che collabora alla costruzione di queste grandi opere. Ma la pace tra ebrei e riminesi durò poco, visto che il Papa Eugenio IV decide che vanno ghettizzati gli ebrei, nonostante ciò gli ebrei hanno continuato a contribuire economicamente allo sviluppo della città; lo stesso Sigismondo per costruire il Tempio si fece prestare dei soldi da un ebreo, Abramo di Fano. Questo peràò non vietò ai Signori di obbedire agli ordini della chiesa, che volle “segnare” gli ebrei: avevano l’obbligo di stare un una zona fuori la citta di notte (il ghetto) e di portare una specie di berretto giallo quando durante il giorno erano in città. Ovviamente era proibito ai cristiani di abitare in posti confinanti o vicini ai posti “destinati” agli ebrei.

Ma i Riminesi , riconoscendo negli ebrei gente di egual valore e degni di egual diritto, nel 1612 distruggono il ghetto, e nel 1666 riportarono gli ebrei al vivere tranquillamente nella città e a fare affari e commerci. La storia di Rimini oggi è un altra, è basata sempre sul commercio, turistico però, facendo di Rimini una della città turistiche balneari più importanti del mondo. Rimini è una vera e propria industria del turismo, tutta la città e il suo entroterra è impegnata nel settore turistico. 8 km di spiaggia attrezzata con le migliori strutture balneari e con i migliori professionisti della balneazione. Parchi divertimento e tematici tra i più grandi e belli d’Europa, basti pensare all’Aquafan o ad Oltremare piuttosto che Italia in Miniatura.

Più di 1100 Hotel Romagna disclocati in 8 km, nella sola città di Rimini. Hotel in Riviera Romagnola che sono seguiti passo passo sia dall’amministrazione comunale che dall’Associazione albergatori, in maniera da essere tra i più confortevoli ed economici del mondo. Da nessuna parte si può fare una vacanza con il rapporto qualità-prezzo che Rimini e tutta la Riviera Romagnola offrono.

This entry was posted on mercoledì, aprile 8th, 2009 at 16:19 and is filed under La Romagna. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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